Comunicato stampa FSR - 21 novembre 2017

COMUNICATO STAMPA

Roma, 21 novembre 2017

  
ARCHIVIAZIONE
 
Con provvedimento emesso in data 13 aprile 2018
il Giudice per le indagini preliminari
ha archiviato il procedimento
su richiesta del Pubblico Ministero

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Fondazione Sanità e Ricerca

respinge l’accusa di truffa al SSN

 

In riferimento alla notizia riportata da alcuni organi di informazione circa il coinvolgimento della Fondazione Sanità e Ricerca in una indagine condotta dalla magistratura, per una presunta truffa perpetrata ai danni del Servizio Sanitario Regionale, la Fondazione chiarisce la propria posizione riguardo all’assistenza in cure palliative domiciliari erogata negli anni 2013-2015 (oggetto di indagine) e relativi rimborsi da parte della ASL Roma3 di competenza.

 

Il provvedimento assunto nei confronti di Fondazione Sanità e Ricerca scaturisce dall’applicazione di una normativa regionale di dubbia interpretazione in merito alla differenza tra «giornate di presa in carico del paziente», cosiddette Giornate di Cura (GdC) e «Giornate Effettive di Assistenza» al paziente (GEA).

 

In cure palliative (cure di fine vita) domiciliari, il malato è preso in carico, cioè gli è garantito un servizio di assistenza globale di tipo multidisciplinare, che prevede interventi domiciliari programmati, reperibilità medica e infermieristica h24, ausili e presidi sanitari, sulla base della valutazione multidimensionale del paziente, da cui scaturisce la stesura del PAI (Piano Assistenziale Individuale). A fronte di un piano di assistenza così complesso e articolato, il riferimento per la fatturazione del servizio erogato è sempre stato quello delle giornate di presa in carico. Il Lazio si è sempre contraddistinto per questo modello assistenziale, riconosciuto in diversi documenti ufficiali sia regionali che ministeriali. Il rimborso per Giornata Effettiva di Assistenza (GEA) ‒ di fatto di tipo prestazionale ‒ è sempre stato applicato per l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), che prevede il rimborso delle sole prestazioni e, in quanto tale, ben diversa dalla presa in carico del malato. Su queste ambiguità ci sarebbe stato bisogno di una maggiore chiarezza da parte della Regione Lazio, laddove altre Regioni (quali ad esempio la Lombardia) hanno applicato il sistema di presa in carico in maniera chiara ed inequivocabile, prevedendo una tariffa omnicomprensiva a prescindere dal numero di Giornate Effettive di Assistenza, che comunque devono essere superiori ad un minimo previsto nei vigenti LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

 

Con riguardo alla specifica vicenda, la Fondazione Sanità e Ricerca ha ottenuto dal Servizio Sanitario Regionale (tramite la competente ASL Roma3) la corresponsione di una diaria sulla base dei giorni di presa in carico del malato (sempre ben documentati e verificati dalla ASL prima del pagamento) in cui la stessa Fondazione ha sempre garantito al malato un’assistenza personalizzata, basata sui principi di appropriatezza, qualità ed efficacia, con un PAI (Piano Assistenziale Individuale) rispondente ai bisogni del malato e dei suoi familiari. Oltre alla programmazione degli interventi domiciliari da parte dei propri operatori sanitari (medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi – come previsto dalla Legge 38 del 2010) articolati nei sette giorni della settimana (inclusi i festivi), in funzione dei bisogni, la Fondazione Sanità e Ricerca ha sempre garantito la reperibilità h24 di medici e infermieri, gli ausili sanitari necessari, il trasporto a domicilio dei farmaci e addirittura ‒ in mancanza della disponibilità di tali medicinali da parte della ASL ‒, l’acquisto e la consegna degli stessi al domicilio del malato a spese della Fondazione, senza richiesta di alcun rimborso  (per altro dovuto) alla ASL.

 

Ci auguriamo pertanto che tale, spiacevole, vicenda possa concludersi prima possibile con l’evidenza che la Fondazione, ente non profit dotato di ben 160 dipendenti, ha sempre operato offrendo un servizio di assistenza in cure palliative (hospice e domiciliare), caratterizzato da requisiti organizzativi addirittura superiori a quanto previsto dalla normativa.

 

Si ritiene altresì di dover evidenziare che sono sempre stati a totale carico della Fondazione – e quindi completamente gratuiti per il cittadino ‒ i servizi di assistenza per i malati di Alzheimer e per i malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), servizi che, erogati da un soggetto privato qual è la Fondazione, rappresentano una risposta concreta a precise emergenze sanitarie, con provati benefici, oltre che per il malato, per il Servizio Sanitario Regionale e la spesa sanitaria pubblica. Per citare solo l’anno 2016, la Fondazione ha erogato, senza alcun onere a carico né dei pazienti né della Regione Lazio, 3.075 giornate di cura a malati di SLA; 25.175 sono state le giornate di cura ai malati di Alzheimer.

 

La Fondazione Sanità e Ricerca ha sempre improntato la sua condotta al rispetto delle regole ed alla massima correttezza e trasparenza; si confida nell’operato della magistratura per una pronta definizione della vicenda.

 

 

La Fondazione Sanità e Ricerca è una organizzazione senza fini di lucro, con sede a Roma, che opera nel settore dell’assistenza socio-sanitaria e svolge attività di ricerca. La Fondazione Sanità e Ricerca è dotata di un Centro per le cure palliative (accreditato con il Servizio Sanitario Regionale) e assiste altresì persone non autosufficienti, affette ‒ in particolare ‒ da malattie neuro-degenerative: Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e demenza di Alzheimer. Un hospice accoglie trenta persone in fase avanzata di malattia, assistite da équipe multidisciplinari di cure palliative specialistiche. La Struttura offre anche un reparto per i malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica ‒ che possono beneficiare di ricoveri di sollievo periodici ed essere assistiti nel fine vita ‒ ed un servizio semi-residenziale dedicato alle persone affette da demenza di Alzheimer, per la riattivazione cognitiva e il mantenimento delle capacità residue. Nei tre servizi – cure palliative, SLA e Alzheimer ‒ è adottato un modello assistenziale integrato, che prevede anche un setting domiciliare, in cui le équipe operano sul territorio per prendersi cura delle persone nel loro domicilio. L’assistenza è modulata sui molteplici bisogni del malato (fisici, psicologici e spirituali) e i familiari sono sostenuti con azioni formative mirate al potenziamento delle competenze per la gestione della malattia. L’attività di ricerca della Fondazione è condotta in collaborazione con Istituti di eccellenza in Italia, per lo sviluppo di progetti innovativi e la realizzazione di dispositivi bio-meccanici e protesici, in grado di facilitare i processi di comunicazione delle persone con SLA.